Villa Manfrotto Canal è registrata presso l’Istituto Regionale Ville Venete con il codice identificativo 00002878. E’ situata nella contrada detta Gherla, a ponente del paese, al confine con la comunità di Sant’Eulalia. La si raggiunge da via Molinetto lungo un viale d’alberi costeggiato dal muro di cinta che cela la vista del brolo: l’ingresso è marcato da due pilastroni che sorreggono le statue di Apollo e Diana, attribuite alla bottega del Marinali.
La famiglia Manfrotto, a Crespano fin dal XV secolo, ne è la proprietaria originaria fino al secolo XVII quando l’intera proprietà passa interamente alla famiglia Canal, che ne è l’attuale proprietaria. La Villa presenta un corpo di fabbrica allungato, a semplice composizione architettonica, con tre ordini regolari di finestre. L’ingresso, preceduto da una breve scalinata, è sormontato da una balaustra in pietra; al centro della facciata è affisso lo stemma in pietra della famiglia Manfrotto, raffigurante una mano che sorregge una conocchia, a ricordo dell’attività tessile laniera. Le barchesse e la foresteria antistanti, erette da Agostino Manfrotto, portano la data del 1612-1615. Del 1788 è, invece, l’arioso ed elegante loggiato neoclassico, voluto da don Filippo Maria quando decide di restaurare la preesistente barchessa; esso si affianca a nord alla facciata, sopravanzandola; l’ampio volume colonnato, atipico nel contesto delle ville venete, è ritmato nelle pareti da bassorilievi di stucco policromo, e si protende, ad invito, verso l’Oratorio della Madonna dell’Assunta, collocato nell’angolo occidentale del brolo. A sud il complesso gentilizio è completato dalla loggia con foresteria, dalla vinaia e dai granai con la can- tina; sopra l’ingresso di questa è visibile un affresco seicentesco di Bacco che brinda. Di fronte all’entrata della residenza, una fontana ottagonale in pietra abbellisce il giardino.
CONTRADA GHERLA
La Gherla è un insediamento abitativo molto antico, già nominato nei documenti nella seconda metà del XI secolo; il suo assetto urbanistico rimane pressoché immutato nei secoli e si sviluppa attorno alla strada che, dall’attuale via Molinetto, sale verso il pendio submontano. A raccolta di più famiglie contadine, si articola in tante piccole corti, il cui accesso è segnato da caratteristici ingressi con archi in pietra che si affacciano sulla strada. Oltre ai campi e all’allevamento, la comunità della Gherla deve avere un ruolo di manodopera tessile alle dipendenze dei Manfrotto: un legame antico e non solo economico, come proverebbe anche l’affezione della gente della contrada per la Madonna dell’Assunta e per l’Oratorio ad essa dedicato.
Si possono visitare gli esterni e la barchessa ogni primo venerdì del mese dalle 9:00 alle 11:00