Palazzo di fine XVII secolo, catalogato dall’Istituto Regionale delle Ville Venete con codice identificativo 00004140, Villa Danieli Canal è un edificio di pregevole fattura architettonica. La facciata principale, rivolta a un cortile a meridione, presenta un ingresso ad arco in pietra bugnata, incorniciato da due piccola finestre laterali; esse interrompono la regolarità architettonica delle altre finestre allineate sull’intera altezza del fabbricato. Una pregevole trifora si eleva sul piano nobile, avvolta da una lunga balaustra e chiusa in sommità da una cornice. Analogamente una bifora cieca si affaccia sul lato orientale, in via San Pio X. A nord, un’effigie in pietra del Leone di San Marco, che attesta il glorioso tempo della Repubblica di Venezia, preannuncia un imperioso scalone di accesso ai vari piani del palazzo. L’edificio è la casa-azienda dei Danieli, famiglia di affermati imprenditori del settore tessile, che oltre tutto contribuiscono finanziariamente all’edificazione del Duomo crespanese. Successivamente l’edificio diventa residenza del filologo e musicista Pietro Canal (1807-1883) e viene denominata La Biblioteca per il copioso patrimonio librario, soprattutto musicale, che il Canal vi raccoglie. Alla sua morte, l’abate Canal lascia in eredità alla propria famiglia un tesoro di 24.000 volumi tra partiture musicali, incunaboli e libri, distribuiti su cinque sale e pubblicamente consultabili. La prima sala comprendeva le collane dei classici greci e latini, la seconda di quelli italiani, la terza i testi editi dall’Accademia della Crusca, la quarta era riservata alla musica mentre l’ultima ai trattati di scienze matematiche. La raccolta è successivamente stata ceduta ad altre biblioteche venete tra le quali la Marciana di Venezia.