Situato sul luogo ove sette partigiani furono barbaramente trucidati dalle truppe nazifasciste, il monumento, realizzato nel 1974, intende ricordare per l’appunto l’intensa attività partigiana che durante la Resistenza ebbe come teatro i pendii del Monte Grappa. Situato a breve distanza dal monumentale Sacrario di Giovanni Greppi che commemora i caduti italiani e austroungarici della Prima Guerra Mondiale, il monumento se ne distacca anzitutto per dimensioni e quindi per concezione architettonica. Esso fu concepito da Davanzo, con la collaborazione dello scultore Augusto Murer e del poeta Andrea Zanzotto, Dalla Strada Statale 149 si diparte un sentiero che conduce subito a una passerella in cemento dall’andamento segmentato che scende, per mezzo di alcuni gradini, su una piattaforma. Lungo questo percorso di avvicinamento, delimitato dal pendio di terra e sassi a monte, e da un muretto in conglomerato cementizio a valle, sono posizionate lapidi in cemento in cui sono riportati in caratteri bronzei versi di Quasimodo, Ungaretti e dello stesso Zanzotto. Di particolare suggestione è la scultura, dalle dimensioni monumentali, soprattutto per il visitatore che è costretto a girarci attorno sulla piccola piattaforma. D’inverno, quando la neve ricopre le strutture architettoniche, spicca ancora più suggestiva al di sopra del manto bianco.