Ponte sul Lastego

Crespano - Fietta

Nel periodo di dominazione austriaca si decide la costruzione della nuova strada del Molinetto per collegare la Via Regia Cornuda – Feltre a Bassano attraverso Pederobba, Possagno e Crespano. Per il superamento del torrente Lastego il progetto prevede la costruzione di un ponte ad unica arcata in un sito a nord del precedente passaggio (il Salto), dove la valle si stringe prima di penetrare nell’innalzamento morfologico premontano. Il progetto, finanziato da mons. Sartori Canova, è affidato all’ing. Casarotti e portato a termine nel 1829 con l’inaugurazione del Viceré Ranieri d’Asburgo nel 1830.
È però opportuno contestualizzare la realizzazione di questo manufatto. Fino a tutto il XVIII secolo le vie di comunicazione che collegano tra di loro i paesi del Pedemonte hanno un’aspra morfologia dell’ambiente e un arduo ostacolo da superare. Il torrente Lastego, infatti, lacerando la fascia sub-montana col suo profondo alveo, è attraversato in diversi punti e con modalità diverse: con la passerella di legno in località Salto, corrispondente all’attuale terrapieno che ora unisce il centro crespanese e la località S. Michele a Paderno; con un vecchio ponte in pietra (l’originale è scomparso) nell’attuale località dagli Andreatta, in località San Paolo; con il guado carrozzabile della antica via Piovega, sul confine meridionale con Fonte, un tempo dotata anche di una passerella pedonabile. Frequenti sono, inoltre, i passaggi praticati a piedi o con animali per raggiungere i boschi, i pascoli e gli impianti molitori o per pellegrinare verso luoghi di devozione come il santuario della Madonna del Covolo: sono almeno tre i guadi a nord del Salto e c’è soprattutto il vecchio tracciato della via Feltrina, piuttosto lineare nel tratto che va dalle Ciope Vecie, tra Possagno e Fietta, fino al Lastego.
Del resto il grande sviluppo dell’arte e del mercato lanieri, tra il ‘600 e ‘700, sembra privilegiare le principali vie di commercio e di scambio nella direttrice nord sud verso i mercati di pianura e gli scali marittimi nella laguna, lasciando in secondo piano la mobilità lungo la fascia pedemontana. Solo nel 1819 risulta che i fabbricanti di panni avvertano l’esigenza di aprire una nuova strada di collegamento con Cavaso, per facilitare il viaggio dei lavoratori che giungevano a Crespano e fornire migliori comunicazioni tra Bassano e i paesi, in particolare Possagno, per ammirare il tempio canoviano, iniziato proprio nel 1819.
Del progetto, finanziato da mons. Sartori Canova, si è dunque scritto così come dell’affidamento della realizzazione all’ing. Casarotti. Pochi giorni dopo, l’inaugurazione da parte del Viceré Ranieri d’Asburgo, il 2 maggio 1830 un devastante schianto annuncia all’incredula popolazione il crollo del manufatto. Sulle ragioni del cedimento le cronache avvisano che, rispetto al progetto originario dove era previsto l’uso di mattoni in cotto per l’intero arco, sono utilizzati, per fare economia, elementi in pietra locale di Mavier, tanto irregolari da non garantire la perfezione della geometria dell’arco: “La irregolarità delle pressioni, conseguente a quella del materiale impiegato, appena disarmato, l’arco occasionò in un dislocamento laterale che fu causa della pronta rovina del ponte il 2 maggio 1830”. Raccolti i fondi, la ricostruzione fu affidata all’ing. Coronini, che ancora convinto della bontà del progetto originario, lo fa ricostruire con i materiali previsti. Sopravvissuto alle granate austriache della Grande Guerra, dopo quasi due secoli e un intervento di rinforzo, il maestoso ponte continua a dare mostra di sé, proteso vigorosamente tra le due irte sponde del Lastego.

Info

Indirizzo
Via S. Pancrazio, 31017 Crespano di Pieve del Grappa (TV)

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