La località Ca’ Botto’ è situata ai piedi del Masarè e del Corpon a pochi passi dalla Valle Cassanega (un tempo chiamata Val de Bolle o Bole) che segna il confine con il comune di Borso del Grappa. Dal punto di vista storico due fattori rendono originale questo luogo. Prima di tutto, nella seconda metà del XIX secolo proprio quassù – tra Bottò, Val de Bolle, Giannino, Corpon, Schiba, Carda, De Martini, Belvedere e Larghi – la famiglia Rossi (già proprietaria della locale filanda) si dedica all’allevamento e all’allenamento dei migliori cavalli trottatori dell’epoca. Il capostipite Giovanni Rossi effettua corse per tutto il Nord Italia; il figlio Giuseppe segue le orme paterne, diventa il migliore driver della storia del trotto italiano, rivoluziona il sistema delle corse trasformandolo da spettacolo popolare in evento sportivo, vince oltre 1500 corse su tutti gli ippodromi italiani ed europei dove la sua partecipazione è richiestissima ed applauditissima. In secondo luogo, durante la Grande Guerra tutto il territorio circostante a Bottò è militarizzato e ospita le retrovie dell’esercito italiano: dobbiamo immaginarcelo così come ce lo descrive il romanziere americano John Dos Passos: un brulichio lento di soldati e muli, il frastuono dei camion che salgono dalla Gherla sussultando, lo scoppiettare dei motori delle teleferiche in mezzo allo strepito ininterrotto dei cavi d’acciaio e poi l’eco lontano dei cannoneggiamenti mischiato con il suono di pianti di ogni ferito.